venerdì 30 aprile 2010

Soulscapes1

The train moves slivers of our soul,
and lands a silver dream
far in the golden sunset of yore.
Broken bridges over our heads,
empty railways swifty fading
from dream and heart
and life - at times rejoycing but often not -
that and the rest, above,
and sky amidst the clouds.
And you, tenderly cherished and loved,
you and I, beneath the sunny scape, or by the sea,
breathe through sandy beaches
and swim in cool water,
malleable and fragile,
not hard like rocky mountains,
nor fluid like water, but rather,
ethereal and unseen like the sky at night.

lunedì 5 aprile 2010

Il treno 

Bestia ripiegata su di se’ 
Carcassa di metallo che 
Non sogna più.  
Ormai da ore viaggia, fugge, 
Viene dalla notte, e da altre ferrovie, 
E sveglia il vento con il suo lento incedere. 
Su binari fissi e gelidi scivola via,  
Oltre morte stazioni e paesi in rovina, 
E mi porta via.

domenica 4 aprile 2010

ancora poesia..

Fiotto di luce

Fiotto di luce
che sommuove gli animi
lagrime di stanca madre
che china il capo alla vita.

Riempiono il viso di dolce fragilità,
chiamano gli anni e i giorni, uno ad uno,
goccia a goccia, e ne disperdono il sapore e gli odori.

Col lieve tocco del dito sulle ciglia butta via il passato,
la sua poesia dell'anima. Riesce a parlare di se' questo volto che piange, e questo cuore che si scioglie ed inonda le vesti di umanità e di negata speranza.

E viene il giorno e si fa sera. Le lagrime asciutte ormai lasciano un viso segnato e un luogo più mesto e sereno, che il vento carezza con i suoi lazzi d'Aprile. E' tornata l'estate.

martedì 9 marzo 2010

non a te

Non a te, ma per te,
ho scritto.
Un'altra poesia, per te.
E devo averlo pensato, per te.
Perchè dall'incavo dell'occhio
al pugno della mano,
il mio cuore si trasfonde in te.
E ho dipinto, tele e tele,
colori e colori e fiotti di lacrime che mi riempiono gli occhi.
E ogni goccia di colore, e di sudore, parla sempre di te.
E ho urlato e sbattuto forte la porta, la mano sulla cattedra,
e asciugato il pennello sulla spugna, colato pittura e scolato i piatti.
Ho preso treni, letto libri, scritto alla lavagna e parlato a telefono; e son salita su tutti i taxi,
italiani e inglesi, ma nessuno mi riporta da te.
Sola in casa, guardo fuori.
Mi affaccio al balcone, prendo i panni,
cucino, faccio il caffè. Lo bevo, ne faccio dell'altro per gli altri.
E con il guadagno dei compiti corretti a bimbi che amano il gioco e lanciano palline di carta,
compro vestiti, calze, scarpe, colori, tele, pennelli. E faccio i capelli, e vado al cinema e al teatro.
Ma voglio sempre solo te, che un giorno, spero, capirai, e forse, sorriderai.

vanno e vengono

Come sul treno
la porta incagliata
il meccanismo rotto
del pensiero si ferma.
Lo stantuffo del cuore
guarda il mondo
e mi dice di te.