vola un gabbiano
intreccio polisemico
riverbero ed eco
i suoni sovrapposti
...the overtones..
...the headaches...
omofonici contrasti annunciano commistioni dimensionali che spiazzano e trasfondono l'io
frattura onirica, il sogno - si sveglia in un sogno diverso, e poi ancora in un nuovo sogno, fino a giungere poco a poco, al lino fresco del lenzuolo, al sapore del letto, la realtà che interrompe il gioco e attanaglia l'anima e il fiato alla luce del giorno e alle mani che toccano il duro legno
si comprende il detrito, l'afflato di vita, scarica il peso di vivere, un vano esistere, vero ma assolutamente essenziale nella sua insensata vanità.
i gabbiani ricominceranno a volare, al sorgere del sole.
se si parla con gli stessi pensieri, si vede anche necessariamente con gli stessi occhi?
assordante polifonica rimembranza
intarsi semantici
singolarità frastica
la cruna dell'ago
il cuore che pompa
lo sguardo sgomento
vibrazione lucida e spavalda
il vetro si infrange
e si sparge ovunque, l'eterno mirar (reverie)
il mio blog contiene arte, letture e scrittura - le mie poesie, i miei dipinti e i links alla mia scrittura creativa, cioè tutto quello che vorrei condividere con chi ama i 'risvolti dell'anima' o le 'pieghe della vita'. Il tentativo di rappresentare queste pieghe e questi momenti fugaci, questi bagliori e questi sprazzi è quello che si chiama fare poesia o dipingere un quadro. Sono due lati di uno specchio, e la musica, nostra musa, accompagna entrambi.
mercoledì 24 aprile 2013
giovedì 13 settembre 2012
La sposa di notte
La sposa di notte, dalle bianche vesti
che adornano i lucenti suoi fari,
la sposa del mare, ondeggiante, solca la rotta inconsueta,
costellata d’argento e foschia,
e dal niente, riaffiora nel blu.
Veliero incantato, di bianco ammantato, inondato da raggi di
luna e di luce stellare,
riporta il lontano ardore, l’amore è vicino ormai, e
consegna i sussurri alle onde e al destino.
Il firmamento e l’orizzonte, come sempre, ci raggiungono,
e noi pregni di sole, assonnati e innevati di sabbia grigia
e dorata, camminiamo su sponde fresche e rapprese, punteggiate di corallo e
conchiglia.
L’umida battigia presto cancella le nostre tracce,
per accoglierne nuove - e noi torniamo al vento di giorni già visti.
Forse un giorno dipingeremo assieme la porta del nostro
cuore.
venerdì 17 agosto 2012
poems more poems
Le chiavi appese a un filo. La porta aperta.
Una porzione del mio giardino si specchia in me. Sento il
tuo odore, ascolto le tue parole, vedo i tuoi occhi.
Il secondo dì del mese di Maggio, campane spiegate, il paese
in festa.
L’artista
(sed..)
Talento
D’artista,
Descrive a pennello,
Tra i rami, fronde e foglie,
Abbagliate e rose dal sole.
Lontano, luccica il mar.
Il cuscino
Piegato in due,
Poggiato dietro al letto,
Vicino alla sedia.
La struttura di legno intagliato, in cucina,
Sostiene l’agile sedia imbottita di piume.
Profilo segnato,
Dietro al grande bastione, s’innalzano nubi più fitte e dense.
Lente, muovono il cielo, grigie, pesanti, di rabbia e livore.
C’è un senso del mare, bagliori ambrati, marrò e smorzati, che prima del tramonto mormora e sussurra, portandosi via la spiaggia, e in parte, me.
Ecco il vecchio casolare, il dirupo fitto e minaccioso, la scogliera e le onde che s’infrangono in essa.
La vecchia strada, irta di calcinacci e polvere in ogni dove, e pezzi di lamiera e vetro, raggruppati in un angolo, e il cielo distratto dalle rondini che parlano al meriggio.
Ulula il vento negli anfratti di roccia e lascia traspirare un’ombra di mare. I nidi nascosti dietro la paglia, tra le fronde alberate, e sotto la roccia asciugata dal sole.
La torre ci guarda, come un faro o una guida diurna. Il castello, che una volta c’era, ora non c’è più. Solo pochi rami e una fetta di luna separa questa chiazza marina dal resto del mondo. Il sole, il mare e il vento aprono stelle e solcano lidi, ma solo un raggio sfiora il contorno della rotta sempiterna che abbraccia la torre e il bastione.
The Well
When the well swam into view all that was left was the moon and the sky.
When the sadness came through it was too late to even ask why.
When the final tear was cried there was no one left to dry it.
When the lashes started fluttering, somehow the heart followed their rhythm, pumping out new life with every breath. There was really a little bit of him inside her.
sabato 21 luglio 2012
il senso del fiume
Andare contro il senso del fiume, a volte, significa trovare un fiore appena nato in cima alla collina..
l'artista
L’artista
(sed..)
Talento
D’artista,
Descrive a pennello,
Tra i rami, le fronde e le foglie,
Abbagliate e rose dal sole.
Lontano, luccica il mar.
Il cuscino
Piegato in due,
Poggiato dietro al letto,
Vicino alla sedia.
La struttura di legno intagliato
Sostiene l’agile sedia imbottita di piume.
domenica 3 giugno 2012
what comes after - cosa c'è dopo..
What comes after -
the funereal dance macabre -
the steps they take to make you go from here to there
the tone is altered, along the hollow 'done-undone' lines-
to that you go, to that you return.
Mirth, they say, is but another way to cry.
The fake nothingness which follows
is but a willed-out extension of our life's void.
The act was performed, the sane got saved.
The dead kept quiet.
The willow-trees gently chanted, in whispers, its song to well-trained ears.
the funereal dance macabre -
the steps they take to make you go from here to there
the tone is altered, along the hollow 'done-undone' lines-
to that you go, to that you return.
Mirth, they say, is but another way to cry.
The fake nothingness which follows
is but a willed-out extension of our life's void.
The act was performed, the sane got saved.
The dead kept quiet.
The willow-trees gently chanted, in whispers, its song to well-trained ears.
per modena -earthquake
Si muove
La risacca muove costante fango e terra,
rode il fianco al fiume che torbido attornia le mura dell'antica città.
Polveroso e spento, il rudere sopra la roccia nasconde germogli intinti di brina, e assetati di sole.
Solo le nubi muovono il fisso paesaggio.
Il lungo cammino comincia a oriente e lento, in discesa, tra scogli e pietre, si spiega in mezzo ai dirupi fitti d'erba, a un passo dal mare.
Ma dietro non vento, non pioggia, a osteggiare l'irto percorso;
alle spalle del cielo, sotto la luna e di fronte al mare, si apre una notte d'estate.
La risacca muove costante fango e terra,
rode il fianco al fiume che torbido attornia le mura dell'antica città.
Polveroso e spento, il rudere sopra la roccia nasconde germogli intinti di brina, e assetati di sole.
Solo le nubi muovono il fisso paesaggio.
Il lungo cammino comincia a oriente e lento, in discesa, tra scogli e pietre, si spiega in mezzo ai dirupi fitti d'erba, a un passo dal mare.
Ma dietro non vento, non pioggia, a osteggiare l'irto percorso;
alle spalle del cielo, sotto la luna e di fronte al mare, si apre una notte d'estate.
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