il mio blog contiene arte, letture e scrittura - le mie poesie, i miei dipinti e i links alla mia scrittura creativa, cioè tutto quello che vorrei condividere con chi ama i 'risvolti dell'anima' o le 'pieghe della vita'. Il tentativo di rappresentare queste pieghe e questi momenti fugaci, questi bagliori e questi sprazzi è quello che si chiama fare poesia o dipingere un quadro. Sono due lati di uno specchio, e la musica, nostra musa, accompagna entrambi.
sabato 21 luglio 2012
il senso del fiume
Andare contro il senso del fiume, a volte, significa trovare un fiore appena nato in cima alla collina..
l'artista
L’artista
(sed..)
Talento
D’artista,
Descrive a pennello,
Tra i rami, le fronde e le foglie,
Abbagliate e rose dal sole.
Lontano, luccica il mar.
Il cuscino
Piegato in due,
Poggiato dietro al letto,
Vicino alla sedia.
La struttura di legno intagliato
Sostiene l’agile sedia imbottita di piume.
domenica 3 giugno 2012
what comes after - cosa c'è dopo..
What comes after -
the funereal dance macabre -
the steps they take to make you go from here to there
the tone is altered, along the hollow 'done-undone' lines-
to that you go, to that you return.
Mirth, they say, is but another way to cry.
The fake nothingness which follows
is but a willed-out extension of our life's void.
The act was performed, the sane got saved.
The dead kept quiet.
The willow-trees gently chanted, in whispers, its song to well-trained ears.
the funereal dance macabre -
the steps they take to make you go from here to there
the tone is altered, along the hollow 'done-undone' lines-
to that you go, to that you return.
Mirth, they say, is but another way to cry.
The fake nothingness which follows
is but a willed-out extension of our life's void.
The act was performed, the sane got saved.
The dead kept quiet.
The willow-trees gently chanted, in whispers, its song to well-trained ears.
per modena -earthquake
Si muove
La risacca muove costante fango e terra,
rode il fianco al fiume che torbido attornia le mura dell'antica città.
Polveroso e spento, il rudere sopra la roccia nasconde germogli intinti di brina, e assetati di sole.
Solo le nubi muovono il fisso paesaggio.
Il lungo cammino comincia a oriente e lento, in discesa, tra scogli e pietre, si spiega in mezzo ai dirupi fitti d'erba, a un passo dal mare.
Ma dietro non vento, non pioggia, a osteggiare l'irto percorso;
alle spalle del cielo, sotto la luna e di fronte al mare, si apre una notte d'estate.
La risacca muove costante fango e terra,
rode il fianco al fiume che torbido attornia le mura dell'antica città.
Polveroso e spento, il rudere sopra la roccia nasconde germogli intinti di brina, e assetati di sole.
Solo le nubi muovono il fisso paesaggio.
Il lungo cammino comincia a oriente e lento, in discesa, tra scogli e pietre, si spiega in mezzo ai dirupi fitti d'erba, a un passo dal mare.
Ma dietro non vento, non pioggia, a osteggiare l'irto percorso;
alle spalle del cielo, sotto la luna e di fronte al mare, si apre una notte d'estate.
sabato 21 aprile 2012
è certo che..
è certo che,
seppur velati gli occhi e le gambe dolenti
stanche di tanto cammino
ardono i cuori e le mani
e stringono al petto le amatissime immagini
che intrattengono i sogni e l'amore che sempre ci abbraccia.
Non più timore perciò, orsù, ancora un grido, un fremito, un battito -
la vita ci scuote, ci muove, e toglie di dentro noi l'ardore che mai si ferma.
Inutile così tentar di dar posa a impavidi gesti e parole;
ed ardui percorsi, un giorno, che infine, ci portino alla gioia più alta,
all'amore più puro.
seppur velati gli occhi e le gambe dolenti
stanche di tanto cammino
ardono i cuori e le mani
e stringono al petto le amatissime immagini
che intrattengono i sogni e l'amore che sempre ci abbraccia.
Non più timore perciò, orsù, ancora un grido, un fremito, un battito -
la vita ci scuote, ci muove, e toglie di dentro noi l'ardore che mai si ferma.
Inutile così tentar di dar posa a impavidi gesti e parole;
ed ardui percorsi, un giorno, che infine, ci portino alla gioia più alta,
all'amore più puro.
venerdì 20 aprile 2012
Il sole sale all'orizzonte
staglia frange ambrate
su prati di ghiaccio e nubi
il freddo azzurro e limpido
taglia la luce al giorno
poi si sposa alla sponda marina
Piano, un rivolo bagna il selciato
di ghiaia e sassi ora gelidi e roventi nel cielo d'agosto.
L'acqua sveglia timide stelle alpine e disseta la terra,
che tocca il fiume e poi la collina.
Alberi assenti, infine, aspettano future fronde e possenti rami,
che adornino i radi tronchi e diano ombra all'altopiano.
Tutt'intorno, la luce ci abbaglia, e cancella ogni orma o recente impronta del gesto d'amate carezze, e toglie l'anima al cuore che batte e ribatte, e scandisce l'eterno, per me.
staglia frange ambrate
su prati di ghiaccio e nubi
il freddo azzurro e limpido
taglia la luce al giorno
poi si sposa alla sponda marina
Piano, un rivolo bagna il selciato
di ghiaia e sassi ora gelidi e roventi nel cielo d'agosto.
L'acqua sveglia timide stelle alpine e disseta la terra,
che tocca il fiume e poi la collina.
Alberi assenti, infine, aspettano future fronde e possenti rami,
che adornino i radi tronchi e diano ombra all'altopiano.
Tutt'intorno, la luce ci abbaglia, e cancella ogni orma o recente impronta del gesto d'amate carezze, e toglie l'anima al cuore che batte e ribatte, e scandisce l'eterno, per me.
sabato 3 marzo 2012
triad of poems
Nell’aria
Ed ecco nell'aria, la musica, il sapore di te, mordo lacci di tempo, tocco i capelli, ti abbraccio e ti sento mio. Fronde leggere si baciano al sole, fiori di marzo si affacciano al mondo. Sempre il pensiero mi avverte di te, da avversi momenti ci avvisa, e ci offre la nuda realtà. Torno dal sonno, ti guardo, mi giro e son nata.
Notte accesa
Caldo vento, sogno, fumo, aria spenta, laccio sciolto.
Lucida polvere e ovattati silenzi, lunga notte, scuro mattino.
Lieve si alza, ali di ferro e ghiaccio, si libra immobile, per ore, sospeso.
Poi, la lunga discesa verso posti ormai raggiunti, prima distanti.
Cala la sera, dopo il tramonto, e tiepide braccia abbracciano i mille ritorni amorosi.
Lucida polvere e ovattati silenzi, lunga notte, scuro mattino.
Lieve si alza, ali di ferro e ghiaccio, si libra immobile, per ore, sospeso.
Poi, la lunga discesa verso posti ormai raggiunti, prima distanti.
Cala la sera, dopo il tramonto, e tiepide braccia abbracciano i mille ritorni amorosi.
Non tutti chiusi
Non
tutti chiusi, gli occhi e le palpebre
e i pugni che scrivono
non tutti chiusi
al sole e sotto gentili fronde
e sabbiose strade.
Tintinnio d'estate,
ricordo di matrimonio
subitaneo e serale.
Le vesti larghe e aperte,
allargano il solco del viso e dei lunghi sorrisi.
Aperta quindi la finestra,
la donna si pose a mirar l'orizzonte.
Oltre sè vide il resto, gli odori, i colori,
gli uccelli e il mare.
Sospinte dal vento e slegate da riva,
si gonfiano e sgonfiano vele,
e piccoli rivoli appaiono a lucidare il mare.
E' giorno dunque, la mano scandisce momenti tonali.
E' giorno e si aprono gli occhi e il cuore e la mente svegliano gli animi
carichi di sonno.
Non tutti, dissi, non tutti, ancora alcuni, dissi, dormono ancora.
Altri, già sognano strade diverse in posti non noti.
Abbiamo sostato in più punti, che ora appartengono agli altri, e noi non siamo
più li, ma quei luoghi sanno di noi, hanno il nostro odore, profumo, sapore, e
sembra di poterli toccare, saggiare, sentire.
La donna guardò ancora il mare, poi chiuse le imposte e prese le chiavi. Con la
borsa e gli occhiali da sole, ed in testa un cappello. scivolò via di casa,
entrando nel mondo di fuori.
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