sabato 3 marzo 2012

improvviso silenzio


Improvviso Silenzio

Uno strano, lontano piacere
Mi rischiara l’animo, e mi sveglia il cuore.
Un sopito, improvviso silenzio, un battito d’ali, onda che mangia la spiaggia.
Fremito, tremito, poi l’alba,
Torna a domare
Il frastuono che ho intorno.

Il dolce sapore di te
Mi legge negli occhi,
Mi conta le stelle,
Mi scuote con rabbia.

Ascolto parole dorate
Del frastuono del mare. 
Lontano, nel buio, nel sogno,
Un sospiro, un frammento, un ricordo.

Il fruscio del vento, gli scuri stipiti della porta,
Aperta a metà, socchiusa, del cuore.
Ti guardo, ti sento e respiro.
La luce da dentro traspare.
Affiora, fioco, il lento dolore,
E la lieve, triste sponda frange i miei flutti.
Da qualche parte, un giorno, lo so,
Saremo insieme.

assoluto silenzio


Assoluto silenzio

L’assoluto silenzio, la mancanza estrema
di un qualsivoglia flebile, malcelato segno, distrugge, nella quiete, i nostri cuori.

Si perdono gli animi, e il vero nemico è il destino avverso di chi ci sta intorno.
In battaglia o in guerra, non si va mai soli. Se un cencioso stendardo onore non fa alla sua terra, la vittoria gli ridà la gloria, e il suo popolo ritrova comune afflato.

Il vecchio piega il foglio antico, da immemori anni rinchiuso nel cassetto intarsiato in legno scuro. A grandi lettere, sedata, la sua grafia. Giovane, appose egli allora gli affastellati pensieri poetanti.

Rigira il foglio tra le mani, per metà tinto di grigio e ocra, certo dovuto a sigari e cenere di venti e più anni or sono. Ricordò con quale penna e in che stanza fu scritto. Le opposte mozioni, i fischi, le grida, le promesse disdette, le minacce, il turpiloquio, l’offesa. L’orgoglio e la pena.

Fu come un istante, rivide sua moglie al suo fianco. Si lasciarono come si lascia un lungo, caldo sogno. Lieta figura di coppia rappresa, incastonata nella cornice nuziale. Gabbia dell’anima, quella. Come guado insicuro, o sabbie mobili, fu rada e perdurante illusione. Sempre tesa all’orizzonte, che diventa sabbia e pietre, e mare, e sale e sole.

Sentiva, ella ormai, di non sentire più. Di non vedere più. La morte e la notte pensarono a strappargli quel sogno. Il suo seguito, cifra vitale, veglia sangue e dolore che pulsa in vene bluastre, fu il prosieguo e l’ignoto.

Il vecchio posò il foglio, sentì il suo fiato nel fumo del sigaro, seppe distinguere il suo nome da quello di tanti altri, giovani, bimbi, donne, uomini, che sanno contare le stelle, seguire e descrivere i segni del cielo in mille colori, e pregare ‘Dio nostro, il Signore Gesù’. Si alzò, posò la giacca, e tornò a sognare.  

lunedì 27 febbraio 2012

why am I there -


Why - am I there
Left to interpret
Sifting out dreams
 Thinking of words
Calling our names
Shaping our worlds – imagining
His thoughts of her,
Escapee, a dreamer fencing out reality;
their bond of love, revisited, restored,
thriving anew, brought together to face the sand and the stones.
Shying away from the sun, and furthest still from the moon,
The silent star stretched its quiet progress, out and up, before and past the sunset and the horizon.

domenica 5 febbraio 2012

l'uomo di dentro


L’uomo di dentro


L’uomo di dentro che non c’era più,
L’uomo che dentro non era se stesso
Fuori divenne rabbia e passione.
L’uomo che dentro sentiva il dolore
Parlava di se, dei suoi sforzi, della luna e del sole.
Si mosse, nella sedia, prima di leggere ancora il libro e piegare gli occhiali.
Chiuse il giornale, e aperta la lettera giuntagli di primo mattino, l’uomo vide la nuova poesia, la lesse, poi, chiese a sua madre di leggerla anch’ella.
Dopo, sulla spiaggia, sotto la casa, lieve, la sponda del mare toccò le sue caviglie chiare. Sentì freddo, e si ritrasse di colpo. L’uomo scoprì, al tatto, che tutto era ancora sotteso, da una grigia linea, e che solo gli occhi acquei di sua madre avrebbero un giorno svelato per lui la realtà. 

è passato il vento


È passato il vento,

Ha sfiorato il cuore,

Ha trovato il suono, il nuovo giorno, l’amore.

Un silenzio assente, un sonno prepotente, e il lento ritorno ai nodi alla gola,

Al chiaro bagliore scandito dal pianto,

Alle lacrime asciutte, ormai, sul viso segnato.

E’ passato il vento,

E’ sorto poi il sole, lieve, dietro nuvole rade e contro il cielo gelato.

E’ passata la pioggia, è tornato il tepore, più caldo, del candido amore,

E’ una nuova giornata di sole, giocano, al mare, i bimbi che corrono, pieni di sabbia.

Penso a noi, a te, al futuro. Penso a chi ancora non c’è. Penso a chi tornerà.

E’ passato il vento.

martedì 24 gennaio 2012

poem - there


There

There, there’s a sliver of my soul, near your heart,
 your smell, your likeness ensconce and caress my mind, like a gentle feather offered to the wind, a silent plume bathed in dark ink dotting our thoughts, smeared in the sky, like diamonds resplendent in the blazing sunset.
There, after the ruins and the half-finished landscape, and trees bent down by the gales and gusts of dusty yellow amber evenings – there, by the lake, amidst the rocks, in a whirlwind of tears and dry autumn leaves, our hearts still beat to the rhythm of a perfect timing, unimpeded, flowing, moving our still forms as we rest enamoured, watching the willows sink in shiny, shallow waterbeds.

lunedì 21 novembre 2011

onirico..


Onirico

Il lato onirico del mondo
Parla, sente di abbracci infiniti,
Di tiepide mani che fremono e cingono
Maglie, vestiti, e chiare fronti assonnate
Che accolgono il lento risveglio, e luce che filtra da fuori.

Il sogno è mare che porta la vita,
Sottesa da un filo di note, di suoni,
Che lievi, raccontano l’io.

Il lato più esterno del fiume, scorre, racconta di prati, di valli e nascoste colline.
Irti selciati, specchiandosi, giocano e arridono a limpide acque, dietro la città, alle spalle del mondo.